Siamo in Olanda, un Paese piccolo e densamente popolato, per giunta sfavorito dal clima, sembrerebbero essere le condizioni ideali per dover dipendere dalle importazioni in fatto di agricoltura, invece non è così. Qui la parola chiave è Innovazione!

L’ “Innovazione” è seguita, immediatamente a ruota, da una seconda parola d’ordine “Sostenibilità” in questo articolo di National Geografic si racconta di quali siano le condizioni scientifiche e organizzative che hanno permesso all’Olanda di essere uno dei maggiori esportatori di pomodori, patate e cipolle.

Quello di rendersi più autonomi possibile nella produzione agricola partendo da condizioni di svantaggio è un problema solo olandese? Non proprio. Già oggi le nostre città hanno necessità di importare alimenti dalle campagne per i propri cittadini. Attorno ad esse un “cintura urbana”, in gran parte costituita da grossi capannoni industriali abbandonati, vittime della delocalizzazione e del cambiamento del modello produttivo, aspettano , con i loro cartelli “VENDESI” sempre più sbiaditi ma in bella mostra, un nuovo utilizzo. E’ il modello del “riuso” tecnologico e creativo che potrebbe dare non solo vita, ma anche cibo alle città. Non bisogna inventarsi niente ma “appilcare” alle periferie urbane quello che è già stato fatto in altre parti del Mondo.

In fondo l’Olanda, così piccola, così densamente popolata, così sfavorita dal clima, è un modello, il modello di quando nel 2050 saremo 10 miliardi, sempre più pigiati nei grandi agglomerati urbani con le risorse in decrescita e fenomeni climatici estremi che già ora stanno presentando le proprie avvisaglie.

FONTE: National Geografic

SCOUTING: Francesca Oliva, Consigliera di Akuadulza

AUTORE: Mario Brignone, Presidente di Akuadulza