Traduzione del manuale “Small-scale aquaponic food production – Integrated fish and plant farming” edito edito dalla FAO

7. I pesci nell’acquaponica
La prima parte di questo capitolo contiene alcune informazioni sull’anatomia e sulla fisiologia dei pesci, compreso il modo in cui respirano, digeriscono il cibo ed espellono i rifiuti. Verrà introdotto il concetto di Feed Conversion Rate (FCR), rapporto di conversione del cibo, un concetto importante per chi si occupa di acquacoltura, che si riferisce all’efficienza con la quale i pesci convertono il cibo ingerito in massa corporea. Particolare attenzione verrà poi dedicata al ciclo di vita dei pesci e alla riproduzione in quanto funzionale all’allevamento e alla ricostituzione dello stock di pesci da allevare.
Verranno poi trattati la cura e la salute dei pesci in acquaponica, nonché le caratteristiche dell’acqua in relazione ai seguenti parametri di qualità: ossigeno, temperatura, luce e nutrizione. La terza parte prenderà in considerazione alcune specie ittiche adatte all’allevamento in un sistema acquaponico, concentrandosi su tilapia, carpa, pesce gatto, trota, persico trota (black bass) e gamberi. Il capitolo si chiude con una sezione finale sulle cause di morte, sulle malattie e metodi di prevenzione dell’insorgenza di malattie.

7.1 L’anatomia dei pesci, la fisiologia e la riproduzione
7.1.1 anatomia dei pesci
I pesci sono un gruppo eterogeneo di animali vertebrati che hanno le branchie e vivono in acqua. Il pesce utilizza branchie per ottenere ossigeno dall’acqua, rilasciando allo stesso tempo anidride carbonica e rifiuti metabolici (Figura 7.2).

 7.2

Il pesce è una animale a sangue freddo, il che significa che la sua temperatura corporea varia a seconda della temperatura dell’acqua. I pesci hanno quasi tutti gli stessi organi degli animali terrestri, ma possiedono anche una vescica natatoria. Posizionata nella cavità addominale, questa è una vescicola contenente aria e consente al pesce di mantenere un assetto variabile nell’acqua.
I pesci hanno le pinne che sono utilizzate per il movimento e per l’assetto in acqua, e mantenere un corpo idrodinamico. L’epidermide è ricoperta di scaglie di protezione (normalmente, ma erroneamente, chiamate squame). La maggior parte dei pesci depongono le uova. I pesci hanno organi sensoriali ben sviluppati che permettono loro di vedere, gustare, udire, annusare e toccare. Inoltre la maggior parte dei pesci hanno, lungo i fianchi, una particolare struttura sensoriale e recettiva: la linea laterale. Questa permette di percepire le differenze di pressione in acqua e, dunque, “sentire” anche a distanza, ciò che succede intorno. Alcuni gruppi di pesci possono anche rilevare i campi elettrici, come ad esempio quelli creati da battiti cardiaci di prede. Tuttavia il loro sistema nervoso centrale non è così sviluppato come negli uccelli o mammiferi.

Principali caratteristiche anatomiche esterne:

  • Occhi – Gli occhi dei pesci sono molto simili a quelli degli animali terrestri, come uccelli e mammiferi, tranne che per le loro lenti che sono più sferiche. Alcuni pesci, come la trota e la tilapia, si affidano alla vista per trovare la preda, mentre altre specie usano principalmente il senso dell’olfatto, o del tatto tramite barbigli e baffi.
  • Scaglie – Le scaglie sono una protezione per i pesci, agendo come uno scudo contro predatori, parassiti, malattie e abrasione fisica.
  • Bocca e mascelle – i pesci usano la bocca per ingerire il cibo e lo scompongono in gola. Spesso, la bocca è relativamente grande e permette l’ingestione di grosse prede. Alcuni pesci hanno denti, a volte anche sulla lingua. I pesci respirano raccogliendo l’acqua attraverso la bocca ed espellendola attraverso l’opercolo branchiale
  • Opercolo – E’ il rivestimento esterno dell’aparato branchiale, che offre protezione a questi organi delicati. E’ normalmente una piastra ossea/cartilaginea e può essere osservata aprirsi e chiudersi mentre il pesce respira.
    Sfintere- Situato nella regione terminale del corpo del pesce, in prossimità della coda, è l’apertura corporea che consente l’espulsione di urine e feci. Inoltre lo sfintere è dove vengono rilasciati i gameti per la riproduzione (spermatozoi e uova).
  • Pinne – Le pinne pari, quelle pettorali e le pinne pelviche che si trovano sul fondo del corpo di pesce assicurano la manovrabilità e il controllo della direzione di avanzamento. Le pinne dispari, le pinne dorsali e quelle anali si trovano sulla parte superiore e inferiore del corpo assicurano equilibrio e stabilità coadiuvando nel controllo dello sterzo. La pinna caudale è all’estremità opposta dalla testa e fornisce la propulsione principale per il movimento dei pesci. Le pinne sono formate da una intelaiatura di raggi ossei uniti da sottili membrane. I raggi ossei possono avere un lato tagliente o dentellato, o acuminato, a volte con sacche veleno, che sono utilizzate per la difesa.

Respirazione
I pesci respirano ossigeno utilizzando le branchie, che si trovano ai lati della zona della testa. Le branchie sono costituite da una struttura ad archi, ciascuno dei quali porta una serie di filamenti necessari ad assorbire ossigeno e rilasciare prodotti metabolici della respirazione. Ciascun filamento contiene un vaso sanguigno questa rete fornisce una grande superficie per lo scambio di ossigeno e anidride carbonica. Il pesce risucchia l’acqua ricca di ossigeno attraverso la bocca e la pompa attraverso le branchie, liberando anidride carbonica allo stesso tempo. Nel loro habitat naturale, l’ossigeno viene fornito sia da piante acquatiche che producono ossigeno attraverso la fotosintesi, dai movimenti dell’acqua o dalle onde e il vento che sciolgono ossigeno atmosferico in acqua. Senza un adeguato livello di ossigeno disciolto (DO), la maggior parte dei pesci soffocano e muoiono. Ecco perché una buona aerazione è così importante per il successo dell’acquacoltura. Alcuni pesci sono dotati di un organo ad aria, simile ai polmoni, che permette loro di respirare fuori dall’acqua. I pesci gatto del genere Clarias, ad esempio, appartengono a questo gruppo di pesci che sono importanti in acquacoltura.

7.1.2 La riproduzione e il ciclo di vita dei pesci
Quasi tutti i pesci depongono le uova che si sviluppano al di fuori del corpo della madre; infatti il 97 per cento pesci di tutti i pesci sono ovipari. La fecondazione delle uova da parte degli spermatozoi si verifica anch’essa esternamente nella maggioranza dei casi. I pesci, tanto i maschi quanto le femmine, rilasciano le loro cellule sessuali in acqua. Alcune specie mantengono dei nidi e forniscono cure parentali e la protezione delle uova, ma la maggior parte delle specie non si curano delle uova fecondate che semplicemente si disperdono nella colonna d’acqua. Le Tilapie sono un esempio di pesci che offre alla progenie delle cure parentali, occupandosi di mantenere i nidi e ospitando persino i giovani avanotti nella
bocca delle femmine. Gli organi riproduttivi dei pesci sono i testicoli, che producono sperma, e le ovaie che emettono le uova. Alcuni pesci sono ermafroditi, avendo sia i testicoli che le ovaie, simultaneamente o in diverse fasi del loro ciclo di vita.
Ai fini della presente pubblicazione, ci occuperemo dei pesci interessandoci alle seguenti fasi: uova, larve, avannotti, pesciolini, pesci adulti nonché della maturità sessuale (Figura 7.3).

7.3
La durata di ciascuna di queste fasi dipende dalla specie. La fase di uovo è spesso abbastanza breve e normalmente dipende dalla temperatura dell’acqua. Durante questa fase, le uova sono delicate e sensibili ai danni fisici. In condizioni di allevamento controllato delle uova l’acqua deve avere adeguata percentuale di ossigeno disciolto ma l’aerazione deve essere dolce. Un buon allevamento delle uova deve prevedere procedure e pratiche sterili per prevenire le malattie batteriche e fungine. Inoltre si deve provvedere a rimuovere le uova non fecondate o non sciuse. Una volta schiuse le uova , i giovani pesci sono chiamati larve. Questi piccoli pesci sono di solito non completamente formati e presentano un grande sacco vitellino spesso sono molto diversi nell’aspetto dagli stadi giovanili ed adulti del pesce. Il sacco vitellino viene utilizzato per il nutrimento ed è assorbito lungo la fase larvale, anch’essa abbastanza breve in funzione della temperatura. Al termine dello stadio larvale, quando il sacco vitellino viene assorbito ed i giovani pesci cominciano a nuotare più attivamente e passare alla fase di avannotti.
Allo stadio di avannotto i pesci iniziano a mangiare cibi solidi, in natura questo cibo è generalmente plancton disperso nella colonna d’acqua e alghe dal substrato. Durante queste fasi, i pesci sono mangiatori voraci, mangiano circa il 10 per cento del loro peso corporeo al giorno. Quando pesci crescono il peso del cibo al giorno in rapporto peso del corpo diminuisce. Le demarcazioni esatte tra avannotti e pesci adulti differiscono in relazione alle specie e alle condizioni di allevamento. In generale avannotti e novellame devono essere tenuti separati per evitare il pesce più grande predi gli individui più piccoli. Lo stadio adulto del pesce è quello su cui si concentra l’allevamento acquaponico perchè è quando i pesci mangiano e crescono ed espellono i prodotti metabolici utilizzati poi dalle piante. La maggior parte dei pesci vengono raccolti durante tale fase. Se i pesci vengono fatti crescere oltre questa fase, raggiungernno la maturità sessuale, in cui la crescita del loro fisico rallenterà giacchè i soggetti dedicheranno l’energia nello sviluppo dei prodotti sessuali.
Se è necessaria la conservazione alcuni pesci adulti per completare il ciclo delle operazioni di allevamento questi pesci sono considerati riproduttori. La tilapia è una specie particolarmente facile da riprodurre mentre pesci gatto, carpa e trota richiedono maggiori cure e si consiglia di rivolgersi ad un fornitore affidabile. È fuori dell’ambito di questa pubblicazione occuparsi della riproduzione dei pesci se interessati l’invito è di rivolgersi a pubblicazioni specialistiche inserite in bibliografia.

7.2 Alimentazione dei pesci
7.2.1 Ingredienti per i mangimi
Affinchè i pesci possano crescere ed essere in buona salute la loro alimentazione richiede un  giusto equilibrio di proteine, carboidrati, grassi, vitamine e minerali. Si può definire questo tipo di alimentazione “di tipo complesso”. Sono in commercio pellet di mangime appositamente studiati per i pesci che sono altamente raccomandati per gli impianti acquaponici su piccola scala, in particolare all’inizio. È possibile allevare pesci anche in luoghi in cui vi sia un accesso limitato ai mangimi pellettati, tuttavia autoprodurre cibo per i pesci ha bisogno di una particolare attenzione: infatti si potrebbe verificare uno sbilanciamento nei confronti di componenti nutrizionali essenziali. Maggiori informazioni sull’autoproduzione del mangime si possono trovare nella sezione 9.11 e nell’appendice 5.
Le proteine sono la componente più importante per la costruzione della massa corporea dei pesci. Nella loro fase di crescita i pesci onnivori come la tilapia e carpa comune hanno bisogno di 25-35 per cento di proteine nella loro dieta, mentre pesci carnivori hanno bisogno fino al 45 per cento di proteine per crescere a livelli ottimali. In generale, più i pesci sono negli stadi giovanili (avannotti) maggiormente richiedono una dieta ricca di proteine. Le proteine sono la base della struttura e degli enzimi in tutti gli organismi viventi, sono costituite da aminoacidi, alcuni dei quali vengono sintetizzati dagli organi  degli stessi pesci, ma altri che devono essere ottenuti dal cibo. Questi aminoacidi sono chiamati essenziali. Dei dieci aminoacidi essenziali, metionina e lisina sono elementi spesso limitanti e questi devono essere inseriti in qualche componente vegetale nel pellet.
I lipidi sono grassi, molecole un alta componente di energia necessaria alla dieta di un pesce. L’olio di pesce è pertanto un componente molto comune nei mangimi. L’olio di pesce è ricco di due particolari tipi di grassi, omega-3 e omega-6, che hanno benefici per la salute per gli esseri umani. La quantità di questi lipidi sani nei pesci di allevamento dipende dal mangime utilizzato.
I carboidrati sono costituiti da amidi e zuccheri. Questa componente del mangime è un ingrediente economico che aumenta il valore energetico del mangime. Gli amidi e gli zuccheri contribuiscono anche a “legare” i vari componenti del cibo insieme per dare forma al pellet. Tuttavia, il pesce non riesce a digerire e a metabolizzare i carboidrati molto bene e gran parte di questa energia può essere dispersa.
Vitamine e minerali sono necessari per la salute dei pesci e la loro crescita. Le vitamine sono molecole organiche estratte da piante o sintetizzate nel processo di produzione che sono importanti per lo sviluppo e il funzionamento del sistema immunitario. I minerali sono elementi inorganici necessari pal il pesce per sintetizzare i vari componenti della propria struttura scheletrica e della propria massa corporea. Alcuni sali minerali sono anche coinvolti nella regolazione osmotica.


7.2.2 mangimi per pesci pellettizzato
Ci sono diverse dimensioni dei pellets per i pesci, che vanno da 2 a 10 mm (Figura 7.4).

7.4

Esempi di pellet per l’alimentazione dei pesci in polvere e nelle varie pezzature

La dimensione dei pellet consigliata dipende dalle dimensioni del pesce. Gli avannotti hanno bocche piccole e non possono ingerire pellet di grandi dimensioni, mentre nei grandi se i pellet fossero troppo piccoli vi sarebbe un’elevata dispersione di energia. Se possibile dunque il cibo andrebbe acquistato in relazione ad ogni fase del ciclo di vita dei pesci. In alternativa, i pellet grandi possono essere schiacciati con  mortaio e pestello per creare briciole e  polvere per gli avannotti. Un altra soluzione potrebbe essere quella di usare sempre pellet di medie dimensioni (2-4 mm). In questo modo, i pesci saranno in grado di mangiare la stessa dimensione di pellet dalla fase giovanile fino a quando verranno prelevati per il consumo. I pellet di mangime sono inoltre progettati per galleggiare sulla superficie dell’acqua o per depositarsi sul fondo a seconda delle abitudini alimentari dei pesci. È importante conoscere il comportamento alimentare dei pesci specifici e fornire il corretto tipo di pellet. I pellet galleggianti offrono il vantaggio di poter verificare quanto i pesci mangiano. Spesso è possibile allenare i pesci a nutrirsi in relazione ai tipo di pellet disponibili non tutti però saranno di modificare le loro abitudini alimentari.
Il cibo deve essere conservato in condizioni di oscurità, fresco, asciutto e sicuro. Il mangime per pesci umido o non conservato in modo corretto può marcire ed essere decomposto dai batteri e funghi. Questi microrganismi possono rilasciare nel sistema acquaponico tossine che sono pericolose per i pesci. Il  mangime avariato dunque non deve mai essere distribuito ai pesci. Inoltre il mangime per i pesci non deve essere conservato troppo a lungo, ma essere acquistato fresco e utilizzato immediatamente per conservare più a lungo possibile le proprie qualità nutrizionali. E’ inoltre necessario evitare la sovralimentazione dei pesci, i rifiuti alimentari non consumati non devono mai essere lasciati nel sistema acquaponico. L’introduzione di rifiuti da sovralimentazione fornisce foraggio per i batteri eterotrofi che consumano notevoli quantità di ossigeno, inoltre la decomposizione cibo può aumentare la quantità di ammoniaca e nitriti a livelli tossici in un periodo relativamente breve. Infine il pellet non consumato può ostruire i filtri meccanici porta alla riduzione del flusso d’acqua e a zone anossiche. In generale perchè i pesci mangino c’è bisogno al massimo di 30 minuti di tempo. Dopo questo periodo è opportuno rimuovere qualsiasi residuo di cibo. Se si trovano alimenti non consumati è necessario abbassare la quantità di mangime distribuita la volta successiva. Ulteriori strategie alimentari saranno discusse nella sezione 8.4.

7.2.3 Rapporto di conversione (Food Conversion Rate FCR) e alimentazione dei pesci
Il FCR descrive con quale efficienza un animale trasforma il suo cibo in crescita corporea. Esso risponde alla domanda di quante unità di alimentazione sono necessarie a far crescere un solo esistono  FCR per ogni animale e offrire una modalità semplice per misurare l’efficienza e costi di allevare un ceto animale.

I pesci, in generale, hanno uno dei migliori FCR fra tutti gli animali. Allevate in buone condizioni le tilapie hanno un FCR di 1,4-1,8, il che significa che per crescere un 1,0 kg di tilapia, è richiesto 1,4-1,8 kg di cibo.
La costruzione di un corretto FCR non è essenziale in sistemi acquaponici di piccole dimensioni, ma può essere utile fare un analisi in alcune circostanze. Ad esempio quando si cambia pellet, è opportuno considerare  il pesce cresce correttamente in relazione ad eventuali differenze di costo tra i mangimi. Inoltre, quando si prende in considerazione di avviare un piccolo sistema commerciale è necessario calcolare il FCR come parte del business plan e / o dell’analisi finanziaria. Anche se si è preoccupati dal FCR, è buona pratica a pesare periodicamente un campione di pesce per assicurarsi che stia crescendo bene e per comprendere l’equilibrio del sistema (Figura 7.5).

 

7.5

Pesatura di un campione di pesce

Ciò è in grado di fornire anche aspettative più precise per stimare il periodo  di produzione e raccolta. Per tutti i pesci la manipolazione e la pesatura sono più facile al buio per evitare di stressare  gli animali. Il box 3 riassume (in inglese) i semplici passi per procedere alla pesatura. La pesatura dovrà avvenire tra soggetti della stessa età cresciuti nella stessa vasca è in generale preferibile utilizzare più gruppi di pesci perché in questo modo la misura dovrebbe fornire medie più affidabili. Pesature periodiche daranno il tasso di crescita medio del pesce, che sarà ottenuto sottraendo il peso medio dei pesci, calcolato sopra, in due periodi.

 

7 box 3 

Il FCR si ottiene dividendo cibo totale consumato dai pesci per la crescita totale durante un periodo determinato, con entrambi i valori espressi nella stessa unità di misura (cioè chilogrammi o grammi). Alimentazione totale / Incremento totale = FCR.

L’alimentazione totale può essere ottenuta sommando tutto il peso degli alimenti consumati ogni giorno. La crescita totale può essere calcolata semplicemente moltiplicando il tasso medio di crescita per il numero dei pesci allevati nella vasca.

Nella maggioranza dei pesci in acquacoltura nella fase di allevamento il tasso di alimentazione  (come è già stato detto in questa pubblicazione) è 1-2 per cento del loro peso corporeo al giorno. In media, un pesce del peso di 100 grammi mangia 1-2 grammi di mangime per pesci pellettato per giorno. E’ importante tenere sotto controllo questo tasso controllando al tempo stesso il FCR per determinare i tassi di crescita e l’appetito dei pesci e aiuta a mantenere l’equilibrio generale del sistema.


7.3 La qualità dell’acqua per i pesci
Nel capitolo 2 si è discusso della qualità dell’acqua per l’acquaponica. Dal punto di vista dei pesci i parametri dell’acqua più importanti sono sintetizzati nella Tabella 7.1. (vedi di seguito)
7.3.1 Azoto
L’ammoniaca e i nitriti sono estremamente tossici per pesci, talvolta vengono chiamati “assassini invisibili”. Entrambi sono considerati tossici quando si trovano a concentrazioni superiori a 1 mg / litro, anche se qualsiasi livello di questi composti contribuisce allo stress del pesce e produce effetti negativi sulla salute. I livelli rilevabili di entrambi questi composti dovrebbero essere vicino a zero in un sistema acquaponico maturo. E’ il biofiltro il protagonista  della trasformazione queste sostanze chimiche tossiche in una forma meno tossica. Eventuali livelli rilevabili indicano che il sistema è sbilanciato con un biofiltro sottodimensionato o con il biofiltro che non funziona a dovere. L’ammoniaca è più tossica in condizioni basiche di caldo; se il pH è alto qualsiasi quantità rilevabile di ammoniaca è particolarmente pericoloso. Il test dell’acqua per l’ammoniaca è chiamato azoto ammoniacale totale (TAN), e rileva entrambi i tipi di ammoniaca (ionica e non ionica). I sintomi di avvelenamento da ammoniaca e nitriti sono spesso osservabili come striature rosse sul corpo del pesce, branchie e occhi. I pesci si strofinano sui lati della vasca, boccheggiando e cercando aria in superficie, fino quando non interviene letargia e la morte. Nitrato è invece molto meno tossico per maggior parte dei pesci. La maggior parte delle specie è in grado di tollerare livelli di nitrati superiori a 400 mg / litro.
7.3.2 pH
I pesci possono tollerare un range piuttosto ampia di pH, ma l’intervallo migliore si situa tra i livelli di 6.5-8.5 unità. Radicali cambiamenti di pH in brevi periodi (cambi di 0,3 entro un periodo di 12-24 ore) possono essere problematici o addirittura letali per i pesci. Pertanto, è importante mantenere il pH stabile il più possibile. Si raccomanda un sistema di buffering con carbonato di calcio per evitare ampie oscillazioni del pH.7.3.3 Ossigeno disciolto
Nel complesso, ove possibile  dovrebbe essere aggiunto ossigeno ad un  sistema acquaponico. In pratica la maggior parte dei pesci hanno bisogno di almeno 4-5 mg / litro. La maggior parte dei coltivatori amatoriali non hanno la possibilità di controllare il livello di ossigeno nei loro impianti perché gli strumenti digitali sono costosi e i meno costosi test kit da acquario non sono sempre disponibili. Pertanto le seguenti raccomandazioni rappresentano importanti indicazioni da seguire nella gestione di un sistema acquaponico. Non  stoccare elevate quantità di pesce nelle vasche di allevamento, in generale mai più di 20 kg di pesce per 1 000 litri di acqua totale. Mantenere un flusso d’acqua dinamico, con la presenza di cascate che aiutano a ossigenare l’acqua e aggiungere Ossigeno Disciolto (DO). Inserire nell’impianto una o più  pompe ad aria, ove ciò sia possibile. Il tasso di ossigenazione adeguato dovrebbe essere di 5-8 litri di aria al minuto per ciascun metro cubo di acqua, rilasciato da almeno 2 pietre porose collocate in posizioni diverse. Assicurarsi che l’acqua non sia agitata troppo energicamente o in modo da non sconvolgere il nuoto dei pesci.
Tenere sempre sotto controllo segnali dei pesci che indichino la mancanza di ossigeno, cioè ad esempio quando i pesci nuotano senza fiato in superficie cercando di raccogliere l’aria con la bocca. Questa è una situazione di emergenza che richiede attenzione immediata. La predisposizione di sistemi di aerazione di backup sono una risorsa preziosa per un sistema acquaponico e possono essere usati durante interruzioni di corrente e guasti delle apparecchiature, ecc.7.3.4 Temperatura
Pesci sono a sangue freddo e, di conseguenza, la loro capacità di adattarsi ad un’ampia gamma di temperature dell’acqua è limitata. Una temperatura costante all’interno del loro campo di corretta tolleranza mantiene pesce condizioni ottimali e favorisce una crescita veloce con FCR ottimali. Inoltre la temperatura ottimale riduce il rischi di stress e quindi di malattie. Un buon isolamento termico ed eventuali elementi riscaldanti dell’ acqua contribuiscono a mantenere un livello di temperatura costante anche se possono essere costosi in aree in cui l’energia è particolarmente cara. Spesso è meglio allevare un tipo di pesce adattato a condizioni ambientali locali. Ogni pesce ha una temperatura ottimale che dovrebbe essere garantita da parte dell’agricoltore. In generale, i pesci tropicali prosperano a 22-32 ° C, mentre pesci di acqua fredda preferiscono 10-18 ° C. Alcuni pesci d’acqua temperata hanno un range esteso di temperature di riferimento, per esempio, carpa comune e persico trota possono tollerare un range che va da 5-30 ° C.
7.3.5 Luce e oscurità
Il livello di luce nella vasca dei pesci deve essere ridotto per evitare la crescita di alghe. Però non dovrebbe essere completamente buio, infatti il pesce ha paura e si stressa quando una vasca  completamente oscurata è esposta improvvisamente alla luce, ad es. quando viene scoperta. La condizione ideale è con la luce naturale indiretta con un ombreggiamento, così da prevenire la crescita delle alghe ed evitare cause di stress per i pesci. Si raccomanda inoltre di gestire e raccogliere il pesce con la luce oscurata per ridurre al minimo lo stress.

7 tabella 7.1png

7.4 INDIVIDUAZIONE DEL PESCE

Diverse specie di pesci hanno registrato ottimi tassi di crescita negli impianti acquaponici. Tra le specie adatte per l’agricoltura acquaponica vi sono: la tilapia, la carpa comune, la carpa argentata, la carpa erbivora, il barramundi,  il pesce persico di giada, il pesce gatto, la trota, il salmone, il merluzzo Murray, e il persico trota (boccalone o black bass). Alcune di queste specie, che sono disponibili in tutto il mondo e crescono particolarmente bene in impianti acquaponici, sono trattati in modo più dettagliato nelle sezioni seguenti.

Nella pianificazione di un impianto acquaponico è fondamentale valutare la disponibilità di pesce sano da fornitori locali affidabili. Alcuni pesci d’allevamento sono stati introdotti in zone al di fuori del loro habitat naturale, come ad esempio tilapia e un certo numero di specie di carpe e pesci gatto. Molte di queste introduzioni sono state originate da attività l’acquacoltura. E ‘inoltre importante conoscere i regolamenti locali che disciplinano l’importazione di tutte le nuove specie. Specie alloctone (cioè non native di un certo posto) non dovrebbero mai essere rilasciate nei corsi d’acqua. E’ opportuno contattare le autorità di vigilanza locali per ulteriori informazioni riguardanti le specie invasive e specie autoctone adatte per l’agricoltura

La tilapia
Principali tipologie commerciali:
T
ilapia Blu (Oreochromis aureus)
Tilapia del
Nilo (Oreochromis niloticus)
Tilapia del
Mozambico (Oreochromis mossambicus)
Vari ibridi nati dalla combinazione di queste tre specie.

Descrizione
Originaria dell’Africa orientale, la tilapia è una delle specie d’acqua dolce più popolari per l’allevamento in sistemi di acquacoltura in tutto il mondo (Figura 7.6).

7.6

Le Tilapie sono resistenti a molti patogeni e parassiti e allo stress dovuto agli interventi umani di gestione, possono tollerare una vasta gamma di condizioni di qualità dell’acqua e sono perfettamente adattate alle alte temperature. Le tilapie tollerano per brevi periodi l’acqua a temperature estreme di 14 e 36 ° C, non si nutrono o si sviluppano al di sotto 17 ° C, e muoiono sotto i 12 ° C. Il range di temperatura ideale è 27-30 ° C, ciò assicura buoni tassi di crescita. Per tale motivo nei climi temperati le tilapie possono non essere appropriate nelle stagioni invernali se l’acqua non viene riscaldata. Un metodo alternativo per i climi freddi è quello di allevare più specie durante tutto l’anno: allevamento di tilapie durante le stagioni più calde e di carpe e trote durante l’inverno. In condizioni ideali le tilapie possono crescere da avannotti di 50 g  a pezzatura di consumo (500 g) in circa 6 mesi.
Le tilapie sono onnivore, il che significa che hanno un’alimentazione che comprende tanto sostanze di origine animale quando di origine vegetale esse sono dunque le candidate ideali per sperimentare molti degli alimenti alternativi, riportate nella Sezione 9.1.2.

Le tilapie sono state alimentate con lenticchia d’acqua, Azolla spp., Moringa olifera e altre piante ad alto contenuto proteico, ma bisogna aver cura di offrire loro un alimento bilanciato, cioè nutrizionalmente completo, per un pieno sviluppo. Le tilapie mangiano altri pesci, soprattutto i loro piccoli; quando sono in condizioni di allevamento le tilapie devono essere tenute separate secondo la taglia. Mentre le tilapie di dimensioni inferiori di 15 cm mangiano i pesci più piccoli,  quando sono più più grandi di 15 cm sono generalmente troppe lente e cessano di essere un problema.

Le tilapie sono facili da allevare in sistemi acquaponici su piccola scala o di medie dimensioni. Anche se maggiori informazioni sono disponibili nella sezione degli approfondimenti bibliografici, di seguito si forniscono ulteriori elementi per poter allevare le tilapie. Un metodo è quello di utilizzare un grande sistema acquaponico per la fase di ingrasso e due acquari separati più piccoli  per ospitare i riproduttori e avannotti.
Piccoli sistemi acquaponici separati possono essere utilizzati per gestire la qualità dell’acqua in queste vasche separate ma possono non essere necessari nel caso vi si una bassa densità di allevamento. I pesci riproduttori sono adulti selezionati a mano, che non vengono raccolti per il consumo e sono scelti come esemplari sani e adatti alla riproduzione. Le tilapie riproducono facilmente, specialmente dove l’acqua è calda, ossigenata, vi sia la presenza di alghe, il bacino sia ombreggiato, e l’ambiente calmo e tranquillo. Un substrato roccioso sul fondo incoraggia costruzione del nido. Il rapporto ottimale tra maschi e femmine  è di 2 maschi accoppiati con 6-10 femmine, ciò incoraggia la deposizione delle uova. Le uova di tilapia e i piccoli avannotti trovano talvolta riparo nelle bocche delle femmine o nuotano in superficie. Questi avannotti devono essere trasferiti in vasche di allevamento degli stadi giovanili, assicurando che non siano presenti  avannotti più grandi che li potrebbero mangiare in queste vasche rimarranno fino a quando non saranno abbastanza grandi per entrare nella vasca principale di allevamento.
Le tilapie possono essere aggressive, soprattutto se allevate in condizioni di bassa densità, perché i maschi sono territoriali pertanto, i pesci devono essere tenuti ad alte densità nei vasche di crescita. Alcune aziende agricole utilizzano solo i pesci di sesso maschile nelle vasche di accrescimento tutti gli allevamenti con maschi della stessa età si sviluppano di più e più velocemente perché i maschi non hanno necessità di utilizzare energie nello sviluppo delle ovaie e non fermano l’alimentazione quando arriva il periodo della deposizione delle uova come per le femmine. Inoltre il tasso di crescita nelle vasche di soli soggetti maschili  non si riduce a causa della competizione per il cibo con gli avannotti che sono prodotti in continuazione se maschi e femmine sessualmente maturi sono lasciati crescere insieme.
Lotti di tilapie monosessuali tilapia maschio possono essere ottenuto attraverso un trattamento ormonale o sessaggio a mano degli avannotti. Nel primo caso, avannotti vengono alimentati con una alimentazione arricchita di testosterone durante le loro prima
tre settimane di vita. Alti livelli di ormone nel sangue causano un’inversione di sesso negli avannotti femminili. Questa tecnica, ampiamente utilizzato in Asia e in America ma non in Europa (a causa di differenti normative), consente agli agricoltori di stoccare tilapia maschio delle stesse dimensioni nelle vasche per evitare eventuali problemi di deposizione delle uova e la riduzione della crescita a causa della concorrenza alimentazione con i giovani.
Il sessaggio mano semplicemente consiste nel separare i maschi dalle femmine, cercando la loro papilla genitale,  quando i pesci sono di circa 40 g o superiori il processo di identificazione è abbastanza semplice. Nella regione anale i maschi hanno un’unica apertura mentre le femmine hanno due fessure. Lo sfiato della femmina è più a “C”, mentre nei maschi la papilla è più triangolare. Quando i pesci diventano più grandi, alcune caratteristiche secondarie possono aiutare ad identificare i maschi dalle femmine. I pesci di sesso maschile hanno teste più grandi, con una più marcata regione frontale, una gobba posteriore e caratteristiche più squadrate. Le femmine sono più lucide e hanno teste più piccole. Inoltre, il comportamento del pesce può indicare il sesso perché i maschi inseguono altri maschi per scacciarli e poi corteggiare le femmine. Il sessaggio a mano può essere eseguito per un piccolo numero di pesci, in quanto non richiede molto tempo. Tuttavia questa tecnica potrebbe non essere pratica nei sistemi su larga scala a causa del gran numero di pesce allevati, In ogni caso tilapia di entrambi i sessi possono essere allevato in vasche insieme fino a che i pesci non raggiungono la maturità sessuale all’età di cinque mesi. Anche se le femmine sono relativamente poco efficiente ancora non causano problemi con la deposizione delle uova queste possono essere raccolte attorno ai 200 gammi, lasciando che i maschi crescano ulteriormente

La carpa

Carpa comune (Cyprinus carpio)
Carpa testa grossa (Hypophthalmichthys molitrix)
Carpa erbivora  (Ctenopharyngodon idella)

Descrizione
Originarie dell’Europa orientale e dell’Asia, le carpe sono attualmente le specie di pesci più allevate a livello globale (Figura 7.7).

7.7

Le carpe, come le tilapie, sono tolleranti a livelli relativamente bassi di ossigeno disciolto e alla cattiva qualità dell’acqua, ma hanno una tolleranza molto più elevata alla temperatura dell’acqua.
La carpa può sopravvivere a temperature fino a 4 ° C e fino 34 ° C il che le rende una scelta ideale per impianti acquaponici sia in regioni temperate che tropicali. I migliori tassi di crescita sono ottenuti quando le temperature sono comprese tra 25 ° C e 30 ° C. In queste condizioni, può crescere da avannotto alla dimensione di raccolta (500-600 g) in meno di un anno (10 mesi). I tassi di crescita diminuiscono drasticamente con temperature inferiori a 12 ° C. Le carpe maschio sono più piccole rispetto alle femmine, ma in ogni caso possono crescere fino a 40 kg e 1-1,2 m di lunghezza in natura.
In natura, le carpe sono onnivore e si nutrono di una vasta gamma di alimenti hanno una preferenza per l’alimentazione di invertebrati come insetti acquatici, insetti, larve, vermi, molluschi e zooplancton. Alcune specie di carpa erbivora mangiano anche i gambi, le foglie e i semi di piante acquatiche e terrestri, così come la vegetazione in decomposizione.
Le carpe allevate possono essere facilmente abituate a mangiare mangime pellet galleggiante. I migliori avannotti di carpa sono ottenuti da incubatoi e strutture di allevamento dedicate. La procedura per ottenere avannotti è più complicata di quella usata per la tilapia perché la deposizione delle uova nelle carpe femminile è indotta da in’iniezione di ormoni, una tecnica che richiede una conoscenza della fisiologia dei pesci e di esperienza.
Le carpe possono essere facilmente allevate in un sistema policolturale ciò è stato fatto per secoli. Principalmente consiste nella coltura pesci erbivori (carpa erbivora), pesce planctivori  (carpa a specchio) e pesci onnivori / detritivori (carpa comune) insieme, in modo da coprire tutte le nicchie di cibo. Nei sistemi acquaponici la combinazione di queste tre specie, o almeno la carpa erbivora con la carpa comune, si tradurrebbe in un migliore utilizzo di cibo, perchè le specie insieme utilizzerebbero al meglio i residui di pellet e delle colture, andando a cercare i rifiuti accumulati sul fondo della vasca. Anche la messa a disposizione dei pesci di radici e di altri residui del raccolto sarebbe estremamente vantaggiosa per la reimmissione dei nutrienti nel sistema acquaponico, perché la loro digestione verrebbe fatta dai pesci e la mineralizzazione dei rifiuti successiva restituirebbe la maggior parte dei micronutrienti indietro alle piante.

Altre specie di carpa (pesci ornamentali)
Pesci rossi  o carpe koi sono prodotti principalmente per l’industria dei pesci ornamentali piuttosto che per l’alimentazione.

7.8

Questi pesci hanno anche un elevata tolleranza a differenti condizioni dell’acqua e pertanto sono buoni candidati per un sistema acquaponico. Possono essere venduti a privati o a rivenditori e, potenzialmente, spuntano prezzi più elevati
Le carpe Koi e altri pesci ornamentali sono la scelta adottata dai coltivatori acquaponici  vegetariani.
Al di là delle caratteristiche climatiche e problemi di gestione dei pesci, la scelta della carpa come specie da allevare in acquaponica dovrebbe seguire una analisi costi-benefici che tenga in considerazione la convenienza dell’allevamento di questo pesce che, dal momento che ha più lische, generalmente spunta i prezzi di mercato più bassi rispetto alle altre specie.


7.4.3 Pesce gatto
Principali tipologie commerciali:
pesce gatto punteggiato (Ictalurus punctatus)
pesce gatto africano (Clarias gariepinus)

Descrizione
Quello dei pesci gatto è un gruppo estremamente resistente ad ampie oscillazioni in fatto di DO, temperatura, e pH (Figura 7.9). 

7.9

I pesci gatto sono anche resistenti a molte malattie e parassiti, ciò li rende ideali per l’acquacoltura. I pesci gatto possono anche essere facilmente stoccati a densità molto elevate, fino a 150 kg / m3. Queste densità richiedono una filtrazione meccanica completa e una rimozione dei solidi superiore a quella trattata in questa pubblicazione. Il pesce gatto africano è uno dei molti pesci della famiglia Clariidae. Queste specie sono dotati di una capacità di attingere l’aria che li rende ideali per l’acquacoltura e l’acquaponica anche and in caso di cali di ossigeno improvvisi e repentini non causerebbero mortalità tra i pesci. I pesci gatto sono le specie più semplici per chi inizia con l’acquaponica o per gli impianti situati in aree dove la fornitura di energia elettrica non è affidabile. Per l’elevata tolleranza a bassi livelli di  DO livelli e alti livelli di ammoniaca, i pesci gatto possono essere stoccati a densità più elevate, a condizione che vi sia adeguata filtrazione meccanica. Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, vale la pena notare che i rifiuti solidi sospesi prodotti dai pesci gatto e disciolti nell’acqua sono meno voluminosi rispetto a quelli della  tilapia, un fattore che facilita una livello superiore di mineralizzazione. Come la tilapia i pesci gatto crescono meglio in acqua tiepida e preferiscono una temperatura di 26 ° C; ma nel caso del pesce gatto africano la crescita  si ferma sotto 20-22 ° C.
La fisiologia del pesce gatto è diversa da altri pesci, in quanto possono tollerare livelli elevati di ammoniaca, ma, secondo la recente letteratura, le concentrazioni di nitrati superiori 100 mg / litro possono ridurre il loro appetito.
I pesci gatto sono pesci bentonici, nel senso che occupano solo la parte inferiore del serbatoio, ciò può causare difficoltà per allevare ad alte densità perché non si diffondono attraverso la colonna d’acqua. In serbatoi sovraffollati, pesce gatto possono farsi male a vicenda con loro spine. Quando si alleva il pesce gatto, una possibilità è quella di utilizzare un serbatoio con uno sviluppo dello spazio maggiormente orizzontale rispetto allo spazio verticale, consentendo in tal modo al pesce espandersi sul fondo.
In alternativa, molti agricoltori allevano il pesce gatto con un’altra specie di pesci che utilizzano la parte superiore del serbatoio, comunemente pesce persico o tilapia. I pesci gatto possono essere addestrati a mangiare palline galleggianti.

7.4.4 Trota
Principale varietà commerciale:
Trota iridea (Oncorhynchus mykiss)

Descrizione
Le trote sono pesci carnivori di acqua fredda che appartengono alla famiglia dei salmonidi (Figura 7.10).

7.10
Tutte le trote richiedono acqua più fredda rispetto alle altre specie precedentemente citate, preferendo temperature tra 10-18 ° C con una temperatura ottimale di 15 ° C. La trota iridea è ideale per impianti acquaponici in regioni a clima nordico o temperato, soprattutto in inverno. I tassi di crescita diminuiscono significativamente se le temperature aumentano oltre i 21 ° C; sopra questa temperatura le trote non sono in grado di utilizzare correttamente l’ ossigeno disciolto, anche se questo è disponibile. Le trote richiedono una dieta ricca di proteine rispetto alla carpa e alla tilapia il che significa una maggiore quantità di azoto disponibile nell’acqua in relazione ai nutrienti liberati nella vasca. Ciò consente una maggiore superfice coltivabile di verdure pur mantenendo sistema acquaponico equilibrato. Le trote hanno una tolleranza alla salinità molto elevata e molte varietà possono sopravvivere in acqua dolce, acqua salmastra e ambienti marini . In generale le trote richiedono una migliore qualità delle acque rispetto alle tilapie o alle carpe, con particolare riguardo a DO e all’ammoniaca. Un acquacoltura di successo con le trote richiede anche il monitoraggio della qualità delle acque frequente, così come sistemi di pompe per aria e acqua con sistemi di backup.
La trota iridea è la specie di trota più comunemente allevata in sistemi di acquacoltura negli gli Stati Uniti d’America e Canada e in gabbie marine o serbatoi a flusso continuo e in stagni dell’Europa centrale o del Nord (Norvegia, Scozia), in parti del Sud America (Cile, Perù), in molte aree montane tropicali e subtropicali Africa e Asia (Repubblica Islamica dell’Iran, Nepal, Giappone) e in Australia. Le trote iridee sono allungate, con una livrea puntinata sulle tonalità di solito blu-verdi sulla parte superiore con una striscia rossa sui lati. Le trote possono anche essere raccolte e rilasciate in torrenti e laghi per integrare le prede per la pesca sportiva.
Le trote richiedono una dieta ricca di proteine con una buona quantità di grassi. Le trote sono considerate un “pesce azzurro”, con una descrizione nutrizionale che indica una quantità elevata di vitamina A, vitamina D e acidi grassi omega-3, che li rende una scelta eccellente per  il consumo familiare.

7.4.5 Persico trota
Principale tipo commerciale:
Persico trota (Micropterus salmoides)

Descrizione

I Persici trota sono originari del Nord America, ma sono ampiamente diffuse in tutto il mondo, e si possono trovare in molti corpi d’acqua e laghetti (Figura 7.11).

7.11

Essi appartengono all’ordine dei perciformi che comprende anche la spigola striata, il bass australiano, la spigola, e molti altri.
Il persico trota tollera un ampio intervallo di temperature,  cesserà solo di crescere a  meno di 10 ° C o sopra i 36 ° C; smette infatti di alimentarsi a temperature inferiori a 10 ° C. Le temperature di crescita ottimali sono nella gamma di 24-30 ° C in tutti gli stadi di sviluppo. I persici trota tollerano bassi livelli di DO e pH, anche se per un buon assorbimento del cibo il DO ottimale dovrebbe essere superiore a 4 mg / litro.
I persici trota preferiscono acqua pulita con una concentrazione di solidi sospesi meno di 25 mg / litro, ma la crescita è stata valutata soddisfacente anche in stagni con torbidità fino a 100 mg / litro. Come la trota, il persico trota è un pesce carnivoro, chiedendo diete ricche di proteine. I persici trota devono essere allevati dunque tutti più o meno della stessa dimensione per evitare la predazione del novellame da parte dei pesci più grandi. I tassi di crescita sono altamente dipendenti dalla temperatura e qualità dei mangimi; nei climi temperati maggior parte della crescita si ottiene durante le stagioni più calde (tarda primavera, estate e inizio autunno). In relazione alla loro elevata tolleranza così alla buona resistenza ad alti livelli di nitriti, il persico trota è una scelta eccellente per gli agricoltori acquaponici, in particolare per coloro che non possono cambiare specie tra le stagioni fredde e quelle calde. Sono stati fatti tentativi  per la cultura questa specie in policoltura con la tilapia. Nutrizionalmente parlando, il persico trota contiene livelli relativamente elevati di acidi grassi omega-3 rispetto ad altri pesci d’acqua dolce.

7.4.6 Gamberi

Descrizione
Il termine di gamberi si riferisce ad un gruppo molto eterogeneo di decapodi d’acqua dolce
crostacei con lunghi addomi muscolari stretti, antenne lunghe e gambe sottili (Figura 7.12).

7.12

Questi crostacei possono trovare cibo sul fondo delle linee costiere e negli estuari, nonché nei sistemi di acqua dolce. Di solito vivono da uno a sette anni e la maggior parte delle specie sono onnivori. Gamberi e gamberetti, rispettivamente, comunemente riferimento a
specie di acqua salata e di acqua dolce, anche se questi nomi sono spesso confusi, soprattutto in senso culinario.
I gamberi possono essere una grande aggiunta in un sistema acquaponico. Consumano il cibo non consumato dal pesce, scarti di pesce e qualsiasi materiale organico che trovano in acqua o sul fondo. In questo modo essi aiutano a pulire e a mantenere in salute il sistema  e accelerano la decomposizione del materiale organico. E ‘meglio far crescere insieme in un sistema acquaponico  gamberetti e pesce. Il pesce occupa la parte centrale della colonna d’acqua giacché i gamberetti non possono essere coltivati in densità particolarmete elevate perchè sono molto territoriali, quindi hanno bisogno di una significativa assegnazione di spazio laterale la superficie orizzontale determina il numero di individui che possono essere allevati, anche se strati sovrapposti di rete possono aumentare la superficie e aumentare la quantità.

Alcuni sistemi in policoltura con la tilapia sono stati testati con vario grado di successo, anche se il numero di individui che può essere stoccati è basso. La maggior parte dei gamberi hanno esigenze simili, che comprendono acqua dura, temperature calde (24-31 ° C) e la buona qualità delle acque, ma le condizioni devono essere adattate alla particolare specie coltivata.
In condizioni ideali, i gamberi hanno un ciclo di quattro mesi di crescita, significa che è teoricamente possibile coltivare tre raccolti all’anno. Le post-larve  di gambero devono essere acquistate da un vivaio. Il ciclo larvale di gamberi è piuttosto complesso, e richiede attento monitoraggio della qualità delle acque e dei mangimi speciali. Sebbene possibile su piccola scala, l’allevamento di gamberi è consigliato solo per gli esperti. Poiché possono mangiare le radici delle piante, i gamberi devono essere allevati solo nelle vasche dei pesci.

7.5 Acclimatazione di nuovi pesci

L’introduzione di nuovi pesci nelle vasche di allevamento può essere un processo che genera elevati di stress nei pesci stessi, in particolare a causa del trasporto da un luogo ad un altro in sacchetti o piccoli serbatoi (Figura 7.13).
È importante cercare di eliminare il maggior numero possibile di fattori di stress che possono essere causa di mortalità. Ci sono due fattori principali causa di stress durante l’acclimatazione dei pesci: i cambiamenti di temperatura e quelli di pH tra l’acqua originale la nuova acqua; questi fattori devono essere il più possibile minimizzati.
Il pH dell’acquacultura e dell’acqua di trasporto dovrebbero essere idealmente controllati. Se il valori di pH hanno una differenza tra loro superiore a 0,5 unità il pesce avrà bisogno di almeno 24 ore per adeguarsi.
Mantenete il pesce in un piccolo serbatoio dotato di areazione con la loro acqua originale e aggiungete lentamente l’acqua della nuova vasca nel corso di una giornata. Anche se i valori di pH dei due ambienti sono abbastanza vicini, il pesce ancora ugualmente bisogno di acclimatarsi. Il metodo migliore per farlo è quello di consentire lentamente alla temperatura di equilibrarsi facendo galleggiare i sacchetti di trasporto sigillati contenente il pesce in acqua coltura. Questo dovrebbe essere fatto per almeno 15 minuti, trascorsi i quali l’acqua di trasporto dovrebbe aver raggiunto la stessa temperatura di quella di allevamento consentendo al pesce di acclimatarsi gradualmente.

7.13


7.6 S
alute e la malattie dei pesci
Il modo più importante per mantenere pesci sani in qualsiasi sistema di acquacoltura è quello
monitorare e osservarli tutti i giorni, notando il loro comportamento e l’aspetto fisico.
Normalmente ciò va fatto prima, durante e dopo la somministrazione del mangime. Mantenere una buona qualità dell’acqua, con riferimento a tutti i parametri di cui si è detto in precedenza, rende il pesce più resistente a parassiti e malattie, consentendo al sistema immunitario naturale dei pesci di combattere le infezioni. Questa sezione tratta brevemente gli aspetti chiave della salute dei pesci, tra i quali i metodi pratici per individuare il il pesce sano e prevenire le malattie. Questi aspetti chiave sono:
• osservare il comportamento dei pesci e il loro aspetto giornalmente, rilevando eventuali modifiche.
• Comprendere i segni ed i sintomi di stress, malattie e parassiti.
• Mantenere un ambiente privo di stress, con una buona e costante qualità dell’acqua, adatta alla specie.
• Utilizzare densità di allevamento e rapporti di alimentazione consigliati.

 

7.6.1 La Salute dei pesci e il benessere
Il principale indicatore del benessere dei pesci è il loro comportamento. Al fine di mantenere in buona salute il pesce, è importante riconoscere il comportamento del pesce sano nonché i segni stress, malattie e parassiti. Il momento migliore per osservare i pesci è durante la sua alimentazione quotidiana, prima e dopo l’aggiunta del mangime, notando la quantità di alimentazione che viene consumata. Il pesce sano manifesta il seguente comportamento:
• le pinne sono distese e la coda è sono diritta.
• Il nuoto è normale con un comportamento elegante. Assenza di segni di letargia. Anche se i pesci gatto spesso dormono sul fondo fino a quando si svegliano e cominciano alimentazione.
• Forte appetito e assenza di timidezza nei confronti dell’alimentatore.
• Nessun segno lungo il corpo. Nessuno scoloritura, chiazza, striatura o linea.
• Nessuno sfregamento lungo i lati della vasca.
• Assenza di boccheggi in superficie alla ricerca di aria.
• Occhi lucidi e vispi.

 

7.6.2 Stress

Lo stress è stato citato più volte durante questa pubblicazione e questa parte merita una particolare attenzione. Generalmente, lo stress è una risposta fisiologica del pesce quando
vive in condizioni non ottimali. Sovraffollamento, temperatura o pH errati, bassa quantità di DO e alimentazione inadeguata sono tutte le cause di stress (Tabella 7.2). In queste condizioni i corpi dei pesci devono lavorare di più per superare la situazione sfavorevole, con un conseguente sistema immunitario depresso. Con un sistema immunitario depresso, la capacità dei pesci di guarire e di scongiurare le malattie è affievolita. Lo stress può essere effettivamente misurato nel pesce monitorando alcuni ormoni. Lo stress è uno stato generale che da solo non uccide i pesci, tuttavia, se i pesci sono stressati per un periodo prolungato, svilupperanno inevitabilmente malattie da vari batteri, funghi e / o parassiti. Evitare lo stress per quanto possibile e fare attenzione ai diversi fattori che possono essere la sua concausa.

7 tab 7.2

7.6.3 Malattie dei pesci
La malattia è sempre il risultato di uno squilibrio tra i pesci, il patogeno/agente causale e l’ambiente. La debolezza l’animale e causa di una maggiore incidenza del patogeno e in certe condizioni scatena la malattia. Adeguate pratiche di gestione pesce che costituiscano un sistema di sana difesa sono le attività primarie per garantire buona salute dello stock. Pertanto, un adeguato controllo ambientale è altrettanto essenziale sia per evitare lo stress nel pesce sia per la riduzione dell’incidenza dei patogeni. Le malattie sono infatti causate da entrambi i fattori, abiotici e biotici. Nei capitoli precedenti i parametri di qualità l’acqua sono già stati indicati come fattori determinanti per evitare i disturbi metabolici e la mortalità. Anche il controllo delle condizioni climatiche e dei contaminanti può contenere molte infezioni opportunistiche. Le caratteristiche intrinseche dei sistemi di ricircolo rendono gli impianti acquaponici meno esposti all’introduzione di patogeni e a focolai di malattie a causa di un migliore controllo degli ingressi e nella gestione chiave dei parametri ambientali dell’acqua . Nel caso di acqua in ingresso da corpi idrici la semplice adozione di filtrazione a sabbia è in grado di proteggere il sistema acquaponico da qualsiasi possibile parassita o nei confronti dell’introduzione di batteri patogeni. Analogamente, l’eliminazione di lumache e piccoli crostacei, così come impedire l’accesso o la contaminazione da animali e uccelli, può contribuire a compensare i problemi di parassiti e di possibile contaminazione batterica.
I tre principali gruppi di agenti patogeni che causano la malattia pesci sono funghi, batteri
e parassiti. Tutti questi agenti patogeni possono facilmente entrare in un sistema di acquacoltura dall’ambiente, quando si aggiungono nuovi pesci o nuova acqua. La prevenzione è di gran lunga il modo migliore per evitare la malattia nei pesci. L’osservazione quotidiana dei pesci e la sorveglianza permette di intercettare rapidamente la malattia che può essere trattata rapidamente per evitare tutto il pesce si infetti (figura 7.14): pesci malati che mostrano diversi sintomi clinici: (a) branchie danneggiate (b) grave necrosi delle branchie.

7.14Le possibilità di trattamento in un piccolo impianto acquaponico sono limitate, occorre dunque prevenire le malattie per quanto possibile.

Le possibilità di trattamento in un piccolo impianto acquaponico sono limitate, occorre dunque prevenire le malattie per quanto possibile.
Prevenire le malattie
L’elenco che segue illustra alcune azioni chiave per la prevenzione delle malattie e riassume importanti suggerimenti per la coltivazione di pesci in acquaponica:
• Ottenere avannotti sani da un vivaio affidabile e professionale.
• Non aggiungere mai il pesce malato al sistema. Esaminare i nuovi pesci per individuare eventuali segni di malattia.
• È consigliabile, in alcuni casi, una quarantena per i nuovi pesci in una vasca di isolamento per 45 giorni prima di aggiungerli al sistema principale.
• Se possibile e necessario trattare i nuovi pesci con un bagno di sale (descritto sotto) per rimuovere i parassiti o trattare alcune infezioni in fase iniziale.
• Assicurarsi che la fonte di acqua abbia un’origine affidabile e utilizzare un metodo di sterilizzazione se si proviene da un pozzo (qualora sia poco sicuro) o corpi d’acqua superficiali. Rimuovere il cloro dall’acqua se la fonte è un acquedotto comunale.
• Mantenere i parametri chiave della qualità dell’acqua a livelli ottimali in ogni momento.
• Evitare bruschi cambiamenti di pH, ammoniaca, DO e temperatura.
• Garantire un’adeguata filtrazione biologica per evitare l’accumulo di ammoniaca o nitriti.
• Provvedere ad una sufficiente aerazione per mantenere i livelli di DO adeguati.
• Inserire il pesce una dieta equilibrata e nutriente.
• Tenere il mangime per pesci in un luogo asciutto e fresco e buio per evitare che ammuffisca.
• Assicurarsi che le fonti di cibo vivo siano privi di agenti patogeni e senza parassiti. Il cibo che nono provenga da una origine verificabile deve essere pastorizzato o sterilizzato.
• Togliere alimenti non consumati e qualsiasi fonte di inquinamento organico dalla vasca.
• Assicurarsi che la vasca del pesce sia schermata dalla luce solare diretta, ma non sia completamente all’oscurità.
• Impedire l’accesso di uccelli, lumache, anfibi e roditori che possono essere vettori di agenti patogeni o parassiti.
• Non lasciate che animali domestici accedano alla zona di produzione.
• Seguire le procedure igieniche normali come lavarsi le mani e pulire o sterilizzare le attrezzature.
• Non consentire ai visitatori di toccare l’acqua e il pesce senza procedure di igiene adeguate.
• Utilizzare una reta da pesce per ogni vasca dei pesci per impedire la contaminazione incrociata di malattie o parassiti.
• Evitare rumori forti, luci tremolanti o vibrazioni vicino alla vasca dei pesci.

Riconoscere le malattie
Malattie possono verificarsi anche nel caso in cui siano messe in atto tutte le tecniche di prevenzione sopra elencate. È importante rimanere vigili e monitorare e osservare il comportamento di pesce ogni giorno per riconoscere le malattie alla comparsa dei primi sintomi. Di seguito sono elencati alcuni segnali fisici e comportamentali che fingono da indicatori di stati patologici. Per un elenco più dettagliato di sintomi e rimedi più specifici si rimanda all’Appendice 3.
Segni esterni di malattia:
• ulcere sulla superficie del corpo, macchie scolorite, macchie bianche o nere
• pinne sfrangiate
• necrosi di branchie e pinne e degrado
• configurazione corpo anormale, della colonna vertebrale storta, mascelle deformi
• addome e aspetto gonfio
• lesioni somiglianti a cotone sul corpo
• occhi sporgente (exophthalmia)
Segni comportamentali di malattia:
• scarso appetito, cambiamenti nelle abitudini alimentari
• letargia, diversi stili natatori, svogliatezza
• strana posizione in acqua, la testa o la coda verso il basso, difficoltà nel mantenere il galleggiamento
• boccheggiamento in superficie
• sfregamento contro oggetti
Malattie da fattori abiotici
La maggior parte dei decessi in acquaponica non sono causate da agenti patogeni, ma piuttosto da cause abiotiche che sono da porre in relazione con la qualità dell’acqua o la presenza di fattori di tossicità. Tuttavia, tali agenti possono indurre infezioni opportunistiche che possono verificarsi facilmente nel pesce malsano o stressato. L’identificazione di queste cause può anche aiutare l’agricoltore acquaponico a distinguere tra malattie metaboliche patogene e portare all’identificazione delle cause e dei rimedi. L’Appendice 3 contiene un elenco delle malattie generate da fattori abiotici più comuni e dei relativi sintomi.
Malattie generate da fattori biotici
In generale i sistemi acquaponici essendo in condizioni di ricircolo sono meno colpiti, rispetto agli allevamenti in stagno o gabbie, da agenti patogeni. Nella maggior parte dei casi, i patogeni sono in realtà già presenti nel sistema, ma la malattia non si verifica perché il sistema immunitario dei pesci è resistente all’infezione e l’ambiente è sfavorevole perché l’agente patogeno possa prosperare.
Una gestione sana, la prevenzione dello stress e il controllo della qualità delle acque sono quindi necessari per ridurre al minimo qualsiasi incidenza della malattia. Ogni volta che si verifica malattia, è importante isolare o eliminare il pesce infetto dal resto dello stock e attuare strategie per prevenire qualsiasi rischio di trasmissione al resto dell’allevamento. Se viene messa in atto una cura è fondamentale che il pesce sia trattato in una vasca di quarantena, e che tutti i prodotti usati non vengono introdotti nel sistema acquaponico. Ciò al fine di evitare conseguenze imprevedibili per i batteri benefici. L’appendice 3 elenca alcune delle le malattie biotiche più comuni che si verificano in piscicoltura e rimedi normalmente adottati. Maggiori dettagli sono disponibili in letteratura e presso i servizi locali alla pesca.
Trattamento delle malattie
Se una percentuale significativa di pesci stanno mostrando segni di malattia, è probabile che le condizioni ambientali siano causa di stress. In questi casi, verificare i livelli di ammoniaca, nitriti, nitrati, pH e temperatura ed intervenire e rispondere di conseguenza. Se i pesci colpiti sono pochi è importante rimuovere immediatamente pesci infetti per evitare qualsiasi diffusione della malattia ad altri pesci. Una volta rimosso, ispezionare con attenzione il pesce e tentare di determinare la specifica malattia / causa. Utilizzare questa pubblicazione come guida di partenza e quindi fare riferimento alla letteratura specifica in materia (o a Pietro NdR). Tuttavia, può essere necessario avere a disposizione un professionista per effettuare la diagnosi, un veterinario o altro esperto di acquacoltura.
Conoscere la malattia specifica contribuisce a determinare le opzioni di trattamento. Mettete i pesci interessati in una vasca separata, ossia la vasca di quarantena, per ulteriori osservazioni o sopprimete e smaltite il pesce, a seconda dei casi.
Le possibilità di trattamento per le malattie in impianti acquaponici di piccole dimensioni sono limitate. I farmaci commerciali possono essere costosi e / o difficili da procurare. Inoltre i trattamenti antibatterici e antiparassitari hanno effetti negativi sul resto del sistema, compreso il biofiltro e le piante. Se il trattamento è assolutamente necessario, deve essere fatto solo nella vasca di quarantena; sostanze chimiche antibatteriche non dovrebbero mai essere aggiunte in un impianto acquaponico. Un efficace opzione di trattamento nei confronti di alcune delle infezioni batteriche e parassitarie più comuni è il bagno di sale.
Trattamento in bagno di sale
I pesci colpiti da alcuni ectoparassiti, funghi o contaminazioni batteriche alle branchie possono trovare benefici da un trattamento mediante bagno di sale. I pesci infetti possono essere rimossi dalla vasca principale e collocati una vasca contenente acqua salata. Questo bagno di sale è tossico per gli agenti patogeni, ma non fatale per i pesci. La concentrazione di sale nel bagno dovrebbe essere di 1 kg di sale per 100 litri di acqua. I pesci interessati devono essere collocati in questa soluzione salata per 20-30 minuti e poi spostati in una seconda vasca di isolamento contenente 1-2 g di sale per litro di acqua per altri 5-7 giorni.
Nelle infezioni massicce di punto bianco, tutti i pesci possono avere bisogno di essere rimossi dalla vasca acquaponica principale per essere trattati in questo modo per almeno una settimana. Durante questo tempo, i parassiti presenti nell’impianto acquaponico non riuscirnno a trovare il loro host e alla fine moriranno. Un certo riscaldamento dell’acqua nel sistema acquaponico può anche ridurre la durata della vita del parassita e rendere il trattamento del bagno di sale più efficace . Non utilizzare l’acqua salata nel sistema acquaponico perché la concentrazione salina avrebbe un effetto negativo sulla coltivazione delle piante.

7.7 La qualità del prodotto
Nei pesci di allevamento, in particolare quelli di acqua dolce, vi è spesso il rischio che le carni assumano un cattivo sapore. In generale, questa riduzione della qualità della carne è dovuta alla presenza di composti specifici, il più comune dei quali sono geosmina e 2-metilisoborneolo. Questi metaboliti secondari che si accumulano nel tessuto lipidico di pesce, sono prodotti dalle alghe verdi e blu (cianobatteri) o dai batteri del genere Streptomyces, actinomicetes e Myxobacteria. La Geosmina dà un evidente sapore fangoso, mentre il 2-metilisoborneolo conferisce un sentore di muffa che può influenzare fortemente l’accettazione da parte dei consumatori e interferire sulla commerciabilità del prodotto. La perdita di sapore si verifica sia nell’allevamento in stagno che in quelli a ricircolo.
Un rimedio comune per evitare il cattivo sapore delle carni è rappresentato dallo spurgo o affinamento del pesce per 3-5 giorni in acqua pulita prima della vendita o del consumo. I pesci devono essere affamati ed essere tenuti in una vasca separata e ben areata. In un sistema acquaponico, questo processo può essere facilmente integrato nell’ ordinaria gestione come l’acqua utilizzata per il lavaggio che può essere eventualmente utilizzata per riempire il sistema.


7.8 Ricapitolando
• Si raccomanda l’uso di pellet standard per le produzioni acquaponiche perché sono un mangime complesso contenente il giusto equilibrio di proteine, carboidrati, grassi, vitamine e minerali necessari per il pesce.
• Le proteine sono la componente più importante per la costruzione della massa corporea dei pesci. Nei pesci onnivori come la tilapia e la carpa comune il bisogno di proteine è circa il 32 per cento nella loro dieta, i pesci carnivori hanno bisogno di una frazione proteica superiore.
• Non sovralimentare il pesce e rimuovere gli alimenti non consumati dopo 30 minuti per ridurre i rischi di tossicità dovuti ad ammoniaca o acido solfidrico.
• La qualità dell’acqua deve essere costante. L’ammoniaca e nitriti devono essere prossimi a 0 mg/l a causa della loro tossicità a qualsiasi livello. I nitrati dovrebbero essere inferiori a 400 mg/l. L’ossigeno disciolto (DO) dovrebbe essere almeno 4 mg/litro ma meglio fino a 8mg/litro.
• tilapie, carpe, pesci gatto e sono estremamente adatti per acquaponiche in condizioni tropicali o aride perché crescono rapidamente e possono sopravvivere in acqua di scarsa qualità e a livelli più bassi DO. Le trote crescono bene in acqua fredda, ma necessitano di una migliore qualità dell’acqua.
• la salute dei pesci deve essere monitorata quotidianamente e lo stress dovrebbe essere ridotto al minimo. Cattiva o incostante della qualità delle acque, il sovraffollamento, parassiti e malattie possono essere fonte di stress, che può portare a epidemie.
• anomalie comportamento o cambiamenti nel comportamento possono essere indicatori di stress, cattiva qualità dell’acqua, parassiti o malattie. Prendetevi il tempo per osservare e monitorare il pesce al fine di riconoscere precocemente i sintomi e offrire un trattamento.