La giornata uggiosa non consente lavori all’esterno allora mi sono dedicato ai fagiolini in acquaponica. Si tratta di fagiolini nani, seminati in un contenitore alveolare e poi trasferiti in un letto di crescita costituito da argilla espansa.

Per far ciò occorre estrarre i fagiolini dal contenitore all’inizio del loro sviluppo, in modo tale che le radici non siano troppo serrate attorno alle pareti dell’alveolo, immergendo le piantine in un secchio d’acqua per ammorbidire il pane di terra e successivamente sciacquarlo sotto l’acqua corrente o in un bacino d’acqua pulita scuotendo le radici. Nelle immagini, dal momento che pioveva l’operazione è stata compiuta sul lavandino della cucina avendo cura di cancellare ogni traccia del “misfatto” per evitare che la mia signora se ne accorga! 🙂

 

 

 

In realtà sarebbe possibile anche la semina diretta ma la nascita delle piantine potrebbe non essere omogenea e il lavoro finito non sarebbe così regolare. L’azione combinata del tepore assicurato dalla serra, dalla precocità del fagiolino nano e dalla “spinta” della coltivazione acquaponica, garantisce una crescita veloce e sicura che permette un ravvicinato avvicendamento delle coltivazioni, anche con differenti varietà che, nel caso dei fagiolini, possono assumere oltre al tradizionale colore verde, anche giallo, viola o striato.

Variare spesso le coltivazioni è un altro vantaggio favorito dalla coltivazione acquaponica e ci permette di avere un mensa sempre diversa e allegra per soddisfare la nostra curiosità anche a tavola.

Buona acquaponica e buon appetito

P.S. mi scuso per la cattiva qualità delle immagini, ma la fotocamera, già non eccelsa di suo, con poca luce stenta a mettere a fuoco i soggetti

Mario Brignone