In una celebre canzione Giorgio Gaber ironizzava sul fatto che ormai siamo talmente “buoni” che la cosa più importante è “abbracciare le piante”. In acquaponica le piante non si abbracciano ma si ascoltano, lo si fa misurando la fluorescenza della clorofilla e il tasso di trasporto degli elettroni.

La ricerca che ho banalizzato in queste poche righe è stata condotta dall’Università della Georgia e potete saperne di più leggendo questo post su rinnovabili.it

Sicuramente dunque non saremo noi ad essere “più buoni”, ma cominciare dall’insalata è già un primo passo.

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