Lo scorso autunno avevo messo a radicare degli stoloni di fragola in acquaponica, poi me li sono colpevolmente dimenticati e si sono riempiti di afidi. Arrivato il grande freddo gli afidi, insensibili alle basse temperature, hanno continuato il loro “lavoro” riducendo le povere piantine ad un ammasso inguardabile, con tonalità di colore variabile tra il nero, il giallo e il marrone.

Si salvava solo la gemma centrale, dalla quale in primavera sarebbero ripartite nuove foglie e nuovi frutti, in qualche caso con un accenno di bottone floreale. Mosso a pietà ho dunque provveduto a liberare le piantine da tutte le parti secche o marcescenti, rimanevono gli afidi, tenacemente attaccati al verde rimasto. Ho deciso allora di adottare una strategia radicale, estraendo i vasetti con le piantine dal vasca di coltura deep water e sottoponendole ad un trattamento a base di piretro.

Il piretro è un insetticida ammesso in agricoltura biologica ma che deve essere utilizzato con parsimonia perché è dannoso anche sugli insetti utili e, soprattutto, dal punto di vista del coltivatore acquaponico, è dannoso per i pesci. Ho dunque trattato le piantine di fragola con il piretro e le ho messe a riposare per una notte in un secchio al freddo. Al mattino di afidi neppure l’ombra ma temevo di trovare ancora delle tracce di piretro.

Ho dunque deciso per un secondo trattamento che avrebbe avuto il vantaggio di eliminare tutte le tracce di piretro, risultando al tempo stesso nocivo per gli eventuali ultimi afidi eventualmente rimasti. Ho preparato una vasca con qualche centimetro di acqua, nella quale ho sciolto un abbondante cucchiaio di detersivo per i piatti immergendovi le piantine “a testa in giù” dunque con le radici per aria!

Dopo alcuni minuti ho raccolto le piantine e le ho messe nel secchio per il successivo reimpianto in acquaponica. Sono convinto che mangerò un sacco di fragole dopo questo intervento, anche se mi rendo conto che è attuabile solo a livello amatoriale, dove la salubrità del cibo prevale sull’aspetto della resa economica. Terrò comunque i lettori del blog informati sull’esperimento.

Mario Brignone, Presidente di Akuadulza

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