Per i lettori dei nostri post sull’acquaponica questo è il più classico degli “Off topic”, quindi possono fermarsi qui. Per tutti gli altri questa è la piccola storia di un’amicizia e di una promessa. Amicizie e promesse, per avere valore devono avere caratteristiche opposte, le prime devono essere di lunga data, le seconde devono essere onorate nel breve periodo. Un tranquillo periodo di vacanza a Canazei nel quale non posso sciare per un recente infortunio ad una spalla mi offre l’occasione per mantenere l’impegno.

La promessa, l’unica cosa che lega questo post all’acquaponica è recente, risale allo scorso 27 gennaio quando siamo andati in Friuli da Giuliana a fare un intervento di “pronto soccorso” per un impianto non funzionante. In quell’occasione avevo promesso ad Erika che sarei andato a trovarla a Udine ma una serie di imprevisti me lo hanno impedito. Quella che è di lunga durata è la mia amicizia con Erika, risale a oltre 15 anni fa quando entrambi abbiamo partecipato ad una formazione con i responsabili delle politiche giovanili di quelli che allora erano chiamati i paesi in “preadesione” all’Unione Europea che si è svolta a Lignano. Era prima del 2004, dovevano ancora aderire, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria, figuriamoci Romania e Bulgaria! Un momento di grande fervore europeista, grandi passioni, grandi ideali … ripensandoci ora … come siamo finiti in basso!

Ma torniamo al racconto, non so quale sia stato il motore della simpatia reciproca tra me ed Erika, certamente qualche battuta tra un seminario e l’altro, esercizio quello dell’arguzia verbale rispetto al quale né io né lei ci tiriamo mai indietro … Ricordo ancora quando abbiamo chiesto al rappresentante della Bulgaria se conoscesse il significato della locuzione “Maggioranza bulgara” ed il suo sguardo stupito al posto di una risposta!

Credo tuttavia che quello che abbia cementato la nostra sia stato tuttavia il viaggio di ritorno fa Lignano a Udine. Non conoscendo bene la geografia e volendo passare da Valdobbiadene per un “pieno” di Prosecco, mi sono offerto di riportare Erika a casa in auto. Non ero solo, c’era con me una collega in lacrime sul sedile posteriore dell’auto, era in preda ai rimorsi per aver bevuto oltre il limite nella serata d’addio e si vergognava in un pianto tardivo ed inconsolabile. Fallito ogni tentativo di minimizzare l’accaduto abbiamo lasciato la collega al suo destino chiacchierando del più e del meno, ricordo di essermi esibito, nello stupore generale, in canzoni in lingua friulana (imparate da mio padre fervente alpino).

Con Erika ci siamo scritti per 15 anni e mai più visti, ogni tanto qualche commento al mio blog, qualche contatto reciproco su Linkedin, o qualche mail e, solo ultimamente, qualche sbirciatina sul blog di Erika, che, insieme a Cristian, ha seguito la sua passione per il food blogging, dunque non ci siamo visti per 15 anni!

Partiti da Canazei con mia figlia Alice, dopo un viaggio avventuroso: passo di Fedaia chiuso, passo di San Pellegrino sotto una bufera di vento, siamo giunti a Udine con mezz’ora di ritardo e abbiamo per perso un altro quarto d’ora per cercare, senza successo, ricaricare l’auto elettrica con un sistema “ridicolo” (di cui parlerò in un’altra occasione) attivato dal Comune in un parcheggio faraonico. Con Erika il tempo non è passato, stesso affiatamento, stesso piacere nella conversazione, condiviso anche da Alice, che scala a sua volta di una quindicina d’anni … Alice ha la stessa età di Erika quando ci siamo conosciuti ed Erika l’età che avevo io in occasione del seminario.

Erika ci porta a mangiare in un posto caratteristico, l’osteria al marinaio, con chiacchiere e buon cibo il tempo vola, non c’è neppure il tempo per qualche “Amarcord”, la conversazione guarda al futuro, Alice vi partecipa attivamente … Saldato il conto ci si muove verso una torrefazione del centro per il caffè, poi il castello, visto solo fuori per ragioni di tempo, ragioni che non tengono quando è il momento di incontrare la birra Friulana da Grand Cru.

Alice s’impegna con il titolare in una conversazione tanto tecnica quanto appassionata, io compro qualche birra locale, attratto dal nome e mosso dai consigli di Erika. Usciamo notevolmente appesantiti dal “bottino” per dirigerci verso la macchina, ormai c’è solo il tempo per tornare prima che la notte ci sorprenda in qualche passo dolomitico, c’è anche da fare il pieno d’energia alla macchina elettrica!

Un abbraccio e la promessa di rivederci, poi via, prima tappa Spilimbergo, niente visite al paese, niente turismo, solo un centro commerciale con una favolosa colonnina elettrica “Fast” che ricarica la nostra Kona a 60 kWh quel tanto che ci basta per arrivare a destinazione. A presto Erika … è una promessa