Alleghiamo a questo post il quarto capitolo del manuale FAO che illustra i disegni relativi alla progettazione di diversi sistemi di acquaponica. Ci sono molti aspetti progettuali da prendere in considerazione per tener conto di tutti fattori ambientali e biologici che hanno impatto sull’ecosistema acquaponico. Lo scopo di questo capitolo è quello presentare tutti questi aspetti nel modo più accessibile al fine di fornire una spiegazione esauriente di ogni componente di un sistema acquaponico.

La sezione 4.1 tratta dei fattori da prendere in considerazione nella scelta di un sito ove collocare un sistema acquaponico, compreso l’accesso alla luce del sole, il vento e l’esposizione alla pioggia, la temperatura media ed altri ancora.

Nella sezione 4.2 si discute dei componenti generali indispensabili per qualsiasi sistema acquaponico, comprese le pompe delle vasche in cui vivono i pesci siano esse per acqua o per aria ovvero per acqua e aria, il biofiltro, il metodo di coltivazione e il materiale idraulico necessario per la coltivazione delle piante.

La componente idroponica viene poi trattata con ulteriore dettaglio, concentrandosi sui tre più comuni metodi utilizzati in acquaponica: il metodo che utilizza un “medium” inerte (media bed);

 

quello che prevede una sottile “pellicola” nutritiva (NFT);

e la coltura acquaponica a radici fluttuanti (DWC o Floating System)

Una parte specifica è dedicata ad un tipo particolare di coltivazione DWC a “bassa densità”.

Sono previste tavole finali riassuntive di ogni metodo che pongono a confronto i tre metodi che verranno discussi.

Scopo di questo capitolo è quello  spiegare esclusivamente le componenti essenziali dell’impianto e i diversi metodi di acquaponica.

Per ulteriori informazioni riguardanti i rapporti di dimensionamento e la progettazione per le diverse componenti, si invita consultare l’appendice 8 del manuale (anch’essa allegata), che fornisce ulteriori informazioni dettagliate, figure e progetti necessari per costruire realmente un piccolo impianto acquaponico. Essa rappresenta una guida completa passo-passo per la costruzione di una versione in scala ridotta dei tre metodi spiegati in questo capitolo utilizzando materiali facilmente reperibili.

E soprattutto ricordate che vale in acquaponica quello che Michael Jordan ha detto di se a proposito del basket:

“Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena, e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Trentasei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.”

Non c’è mai un impianto perfetto, ogni installazione è perfettibile, non stancatevi di migliorare.

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