Siamo stati a trovare Alessandro e Ivano presso l’azienda agricola “Lungacque” in località Caratta Maruffi a Gossolengo  (Piacenza), era un bel po’ che ci volevo andare ma, complice un incidente in moto prima, il “lockdown” poi e successivamente i grandi lavori nel mio impianto ho sempre rimandato.

Usciamo dall’autostrada a Piacenza Sud e ci troviamo in mezzo ai campi della coltura intensiva del pomodoro da salsa, l’oro rosso, come lo chiamano (o lo chiamavano) da quelle parti, è il momento della raccolta e grandi macchine inforcano e caricano direttamente sui camion i filari dei pomodori da conserva, dividendo automaticamente e in un lampo quelli maturi da quelli verdi. Autotreni enormi li trasportano subito nelle fabbriche di lavorazione situate nei dintorni, lasciando dietro di loro un odore acre e perdendo liquidi acidi ad ogni curva.

Ancora qualche chilometro e lasciamo questo modo di fare agricoltura che ci fa orrore e infiliamo l’auto nel boschetto della “Locanda dei melograni”, l’agriturismo dell’azienda.

Incontriamo Alessandro, il titolare e Ivano, che collabora con lui per la parte agronomica (ma scopriamo ben presto anche per altre competenze, alcune del tutto inaspettate), dopo i saluti e le presentazioni ci portano subito a visitare l’azienda, che comprende una vasta gamma di attività, agricole, ricettive e sociali ma noi ci concentriamo subito sui pesci!

Attraversata la strada quattro laghetti, ciascuno delle dimensioni di un campo da tennis, due brulicanti di giovani alborelle, uno con i pesci gatto e l’altro con le tinche, i laghetti sono in ricircolo con delle vasche di fitodepurazione, nelle quali giganteggiano i fiori di loto, ma ci sono anche ninfee, castagne d’acqua, e altre piante acquatiche. L’idea è di mettere “al lavoro” anche  un “pezzetto” di acquaponica in ricircolo per fitodepurare i laghetti con i pesci.

Ritorniamo al fresco, dall’altra parte della strada, presso l’agriturismo, un cascinale perfettamente restaurato e adibito ad ospitalità e all’organizzazione di eventi, le chiacchiere scorrono intorno all’acquaponica, ma non solo, è così che veniamo a sapere che Ivano e Alessandro hanno un curriculum di competenze molto variegato, che spazia dal mondo dello spettacolo all’elettrotecnica, senza tralasciare nemmeno la produzione dei liquori!

Visitiamo due container nel quale sono allestite delle vasche didattiche con le diverse specie di pesci del territorio e qualche “alieno”, ci raccontano della Permacultura, dalla quale è partito il primo impulso a mettere in piedi la creazione dei laghetti, la chiacchiera continua anche a pranzo, durante il quale parliamo di progetti e di “visioni” del mondo agricolo con accenti che lasciano trasparire grande passione ed estrema vitalità.

Neanche a dirlo le portate sono tutte a base di pesce prodotto in azienda: un antipasto con frittura di alborelle e pesci gatto, una pasta fresca condita con un sugo a base di tinca affumicata, verdure e fiori di loto e un secondo in cui fanno la parte del leone i filetti di pesce gatto, tutto squisito. A fine pranzo assaggiamo il “Lungacque”, un liquore frutto di una delle competenze “nascoste” di Ivano, che coltiva la propria passione di “alchimista del palato”.

Avremmo voluto fermarci di più ma il lavoro in azienda freme, Ivano è il primo a lasciarci sta dirigendo il lavori, sporcandosi le mani in prima persona, per lastricare uno spazio sotto gli alberi per pranzare al fresco. Rimaniamo con Alessandro, ci promettiamo reciprocamente di costruire una rete che metta in condivisione conoscenze, competenze e progetti, anche di piccole dimensioni, ai quali possano accedere soggetti che abbiano a disposizione piccole quote di cofinanziamento, è proprio per questo che è nata “Akuadulza” (anche se la frammentazione delle competenze fra più regioni non aiuta).

L’ultima dritta è relativa al posto dove acquistare i pomodori da salsa, roba buona  senza prodotti maturanti di sintesi! La scelta cade sull’azienda agricola biologica “Monastero”, dalla quale acquistiamo oltre i pomodori anche l’aglio e qualche melone e, perché no, anche qualche birra artigianale della zona.