Coltivare l’orto nei cassoni richiede qualche lavoro in più nella fase iniziale e qualche spesa per la costruzione dei contenitori ma avvantaggia l’ortolano in tutta una serie di operazioni che vanno dalla lavorazione del suolo, alla pacciamatura, fino alla raccolta. Avere un piano di coltura rialzato tra i 40 e gli 80 centimetri dal suolo consente di avvicinare alla coltivazione dell’orto anche le persone disabili o permette agli anziani di continuare a dedicarsi alla propria passione anche con l’avanzare degli anni.

Ma cos’è l’orto in un cassone, eccolo:

In questo blog ci occupiamo di coltura acquaponica dunque lasciamo a chi è specializzato nella cura dell’orto descrivere come è fatto un orto nel cassone, quali sono i suoi vantaggi e come si fa a costruirlo, leggete dunque questo articolo di Matteo Cereda nel blog orto da coltivare.

Ci permettiamo solo di far osservare che un orto nel cassone non è “per sempre” (come diceva la pubblicità dei diamanti) ma va manutenuto nella sua struttura e, ogni tanto … ricostruito, a meno che … A meno che non si usi un materiale diverso dal legno, ma sempre di riciclo, come la plastica ,,, riciclata al 100%. Ecco per fare un esempio la compostiera realizzata dal nostro Presidente con stecche di plastica riciclata, praticamente eterna:

(ecco il link con il post in cui nella parte finale si descrive la compostiera in plastica riciclata)

Veniamo ora ai nostri Wicking Beds (letteralmente letti a “stoppino”, più propriamente “letti a traspirazione”); si differenziano sostanzialmente dai semplici cassoni per il fatto di aver sul fondo un serbatoio d’acqua che “traspirando” verso l’alto inumidisce il terreno, irrigando le verdure dal basso, riducendo il numero delle innaffiature, il consumo d’acqua e i potenziali attacchi fungini.

Ecco un disegno di come è fatto un wicking bed:

I componenti in più rispetto ad un semplice cassone sono un telo di tessuto non tessuto, un foglio di plastica o PVC (quello dei laghetti), un tubo e delle curve in PVC o in PP e dei ciottoli di fiume lavati o dell’argilla espansa.

Brevemente due parole sulla costruzione poi vi linko un sito con maggiori dettagli (ma altri ne potrete trovare con facilità), dopo aver costruito il cassone la cui altezza può variare tra i 40 e i 60 cm di altezza, avvolgete la struttura al suo interno con del tessuto non tessuto, quindi create una vasca a tenuta stagna piegandovi all’interno, non necessariamente fino alla sommità, un foglio di plastica, 25 centimetri possono essere sufficienti. Sopra la plastica appoggiate un tubo forato sul fondo, come nel disegno, che sbucherà in superficie per poter essere riempito d’acqua e avrà un’uscita di “troppo pieno” a 15/20 cm dal fondo del cassone. A questo punto riempite il fondo di ciottoli di fiume o di argilla espansa annegandovi dentro il tubo forato. Stendete ora un foglio di tessuto non tessuto sopra i ciottoli che servirà a separare la vasca colma d’acqua e ciottoli dal terreno, ma al tempo stesso permetterà la traspirazione dell’umidità verso l’alto. Riempite ora con terriccio di coltura di qualità ed il gioco è fatto. Ho volutamente fatto una spiegazione un po’ sommaria del procedimento di costruzione di un wicking bed perchè in rete ci sono molti siti assai particolareggiati sull’argomento, inutile aggiungere materiale, ci limitiamo a segnalarvene uno che a noi è parso particolarmente interessante.

Ovviamente nelle prime fasi della coltivazione le sementi o le piantine vanno irrigate in modo tradizionale poi, via via che cresceranno, troveranno da sole l’umidità di traspirazione, voi dovrete solo assicurarvi che il serbatoio dell’acqua sia sempre rifornito fino al punto in cui avrete creato il “troppo pieno”.

Per ora ci fermiamo qui ma “rimanete sintonizzati” nei prossimi post vi spiegheremo come integrare i wicking bed all’interno di una coltivazione acquaponica, associazione che presenta non pochi vantaggi.

Stay tuned!